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04-03-2006
Test03-03-2006
La Germania si interroga sulla Nationalmannschaft, la Nazionale di Jurgen Klinsmann. Argomento d'attualità scottante, dopo il crollo a Firenze contro l'Italia. A meno di cento giorni dal via (partita inaugurale il 9 giugno), con un Mondiale da giocare in casa, la questione va affrontata anche ai massimi livelli.Così l'ennesimo tonfo è approdato al Bundestag, il parlamento tedesco. Klinsmann potrebbe addirittura essere chiamato a spiegare la situazione di fronte ai deputati. "Sarebbe bene che il signor Klinsmann si presentasse di fronte alla commissione sport e spiegasse qual è il suo progetto e come possiamo fare a vincere la coppa del Mondo", ha dichiarato al quotidiano "Bild" Norbert Barthle, membro della Cdu, il partito del cancelliere Angela Merkel.
Secondo il popolare giornale tedesco, dopo lo scioccante 1-4 con l'Italia, uno schieramento politico bipartisan - dalla Cdu alla Spd - si è mosso per chiedere al c.t. una relazione sullo stato di forma della Nazionale. "La partita con l'Italia - ha sostenuto Barthle - è stata penosa, ci si chiede come si possa essere in forma per quest'estate. Il governo federale è il più grande sponsor di questa coppa del Mondo, e lla luce di ciò ci piacerebbe avere delle risposte da Klinsmann".
"Mi piacerebbe sapere da lui come pensa di dare solide fondamenta a questa squadra - ha rincarato la dose Hemker, deputato della Spd e membro della commissione sport -; Klinsmann ha buoni giocatori, ma anche molte inceretezze. Dovrebbe cominciare a dire su chi conta". Risposte attese anche da Miriam Gruss, rappresentante dell'opposizione. "La coppa del Mondo è un evento di interesse nazionale: Klinsmann dovrebbe smetterla di fare esperimenti e informare la Commissione sport dei suoi piani. La domanda non è perché la squadra giochi miseramente: piuttosto, quel che ci chiediamo è che immagine dà di sè questa Nazionale".
02-03-2006
Non se ne farà nulla? Il sogno dei tifosi Ferrari di vedere un binomio Michael Schumacher-Valentino Rossi nella stagione F.1 del 2007 sembra destinato a rimanere tale. Almeno a giudicare dalle parole del sette volte iridato tedesco, che in un'intervista alla "Bild" ha dichiarato che una simile eventualità "per dirla onestamente, appare piuttosto improbabile". Non basta. "La cosa non ha nulla a che vedere con la mia persona", ha aggiunto Schumi quando gli è stato chiesto se il problema era legato al suo possibile ritiro a fine stagione. Su questo, ha spiegato, intende decidere "quando sarà giunto davvero il momento"."Lasciatemi fare ancora qualche gara, poi vedrò come si mettono le cose - ha detto Schumi -. La mia ambizione è di stare davanti e non di arrancare in mezzo al branco. Ciò che mi ha dato più fastidio nel 2005 è di non essere stati competitivi per lungo tempo. Adesso voglio togliermi di dosso al più presto la qualifica di 'ex', l'obiettivo è tornare in vetta al più presto. Scommetto che quest'anno sarò ancora campione del mondo!".
Al momento comunque, ma questo l'aveva già detto in diverse occasioni, Schumi vede "la Renault davanti a tutti, con la Honda alle sue calcagna e la McLaren che appare di nuovo forte". Ma a suo avviso anche le rosse di Maranello sono pronte a tornare ai vertici. Nonostante le difficoltà negli ultimi test al Mugello: per colpa del maltempo Schumi ha messo insieme solo 237 giri in 5 giorni, il suo compagno Felipe Massa 139 in tre. Ma Michael ha lasciato il circuito toscano manifestando ottimismo.
01-03-2006
Ora il dubbio è inquietante: grande Italia o piccola Germania? Se lo sarà chiesto anche Michael Schumacher, sconcertato in tribuna d'onore. Il 4-1 che a fine partita illumina il tabellone dell'Artemio Franchi, spalanca orizzonti di gloria e carica di responsabilità gli azzurri. Quando si vince così non ci si può più nascondere.
Vietato piangersi addosso, aveva esortato Marcello Lippi. Francesco Totti non c'è, brutti presagi. Ma non per il c.t., che schiera il 4-3-3, ma, soprattutto, una formazione motivata, che affonda la nave di Klinsmann. E se consideriamo che a mancare sono anche Zambrotta e Gattuso, due macinatori di gioco che tutti vorrebbero, allora è festa. Sette minuti, sono sufficienti quattrocentoventi secondi per gettare nello sconforto la Germania, con un uno-due fulminante. Di potenza con Gilardino, ma con Lehmann lì a guardare come un pollo; di classe e solidarietà, con quell'assist del milanista, sul filo del fuorigioco, per Toni: tocco leggero per il 2-0.
Marcello Lippi la formazione l'aveva annunciata già lunedì. Con Zaccardo al posto di Zambrotta, De Rossi per Gattuso e Del Piero sulla terra di Totti: tridente. Jurgen Klinsmann ha avuto la possibilità di studiare a tavolino la sua Germania, cambiando un elemento in ogni reparto: Huth al posto di Metzelder in difesa, Schneider variante di Borowski sulla fascia sinistra del centrocampo e Podolski per Asamoah in attacco. Considerato il reparto più arretrato quello più debole della Nationalmannschaft (il legnoso Huth è riserva nel Chelsea), per di più mancante di Kahn fra i pali, il sorprendente doppio vantaggio ci sta tutto. Il fattore sorpresa non riguarda noi, ma proprio i tedeschi: timidi e impacciati, infilati come dilettanti soprattutto in occasione del gol di Toni. L'orso esce dal letargo dopo 23', quando Deisler tocca al volo impegnando Buffon. Ma è un segnale impalpabile. Troppa Italia per una Germania con poca personalità, che attende illuminazioni da Ballack, abbandonato a se stesso. Senza l'aiuto dello stralunato Frings, sempre fuori tempo al pari di Deisler. Merito anche di Pirlo, molto più affidabile nella sua marcatura di una settimana fa a Monaco in Champions League. Contenendo il ritmo, agli azzurri non resta che amministrare, sfruttando spesso il gioco di rimessa e sulle fasce. Ma approfittando anche della lentezza del centrocampo tedesco che non copre, sulle ali di uno strepitoso Camoranesi, incubo di Lahm, praticamente immarcabile. La Germania alza bandiera bianca quando De Rossi segna la terza rete, allungando un gap che non farà dormire Klinsmann. Con Asamoah in attacco per Podolski e Metzelder in difesa al posto di Mertesacker, i tedeschi devono sopportare anche l'onta del 4-0. Con quella magia di Camoranesi per Del Piero, che corona la sua serata come un gol da bomber di razza, mettendo la firma nel trittico di Lippi che si limita a operare cinque cambi. Per fortuna che a Huth riesce l'impresa del gol della bandiera, ma per favore, dimentichiamoci in fretta il poker; facciamo finta di niente. Italia-Germania 4-3 è immortale. Italia-Germania 4-1 solo l'ennesimo passo (trionfale) avanti, sulla strada che porta al Mondiale.
